Come sale su una ferita aperta, Marianna Pizzipaolo e Jessica Martino.

Prendo solo i giorni di sole, quelli bui li rimando indietro.” M.

Oggi, 8 aprile 2020 esce in formato e-book questa raccolta di poesie e fotografie firmata da Marianna Pizzipaolo e Jessica Martino.

Come sale su una ferita aperta sembra il titolo perfetto per incorniciare il momento particolare che noi tutte e tutti, cittadine/i del mondo, stiamo vivendo.

Il Covid-19 sembra aver fermato insieme alle nostre vite, anche il tempo, che ora ai nostri occhi, ha riacquistato la sua naturale lentezza e ciclicità.

Tempo lento, naturale, dilatato, tempo che ci porta ad una evoluzione ed introspezione significative.

Ogni persona, ad oggi, dopo un mese di stasi e di ritiro nella propria casa, ha fatto e sta facendo i conti con sé stessa, con la sua parte creativa, ma anche con la sua ombra, con ciò che di sé stessa non accetta. E talvolta accettare parti di noi stesse/i fa male e crea dolore, esattamente come fa il sale quando tocca una ferita aperta.

Azioni, come ascoltarsi, ascoltare i bisogni del nostro corpo, ascoltare le nostre emozioni, dare voce anche alle parti scomode della nostra persona, sono ora dopo un mese di isolamento, abbastanza familiari per tutti/e; per una scrittrice, un’artista, invece, sono azioni quotidiane, anche senza quarantena, è la profondità del pensiero e dell’anima che lo richiedono.

Il viaggio nelle proprie parti nascoste, nella propria ombra avviene anche durante la fine di una storia d’amore, dove le fasi che si attraversano sono sostanzialmente tre: l’inizio, il limbo e la fine.

Marianna Pizzipaolo e Jessica Martino rendono visibili e leggibili queste tre fasi importantissime.

Marianna Pizzipaolo, autrice delle splendide poesie contenute nella raccolta, è una scrittrice empatica, è una donna arguta, introspettiva e riesce a dare voce anche ai suoi pensieri più intimi. E’ una donna appassionata di letteratura, a cui piace sapere e comunicare e lo fa splendidamente.

Ho letto il suo romanzo di esordio Le cicatrice che non ho di cui ne parlo in un articolo dedicato (https://tutteledonne.blog/2019/10/21/le-cicatrici-che-non-ho-marianna-pizzipaolo/) e che ricordo sempre con molto affetto ed ammirazione, per la capacità che l’autrice ha avuto nel trasferire su carta le emozioni importanti che l’essere umano talvolta vive.

Jessica Martino è alla sua prima pubblicazione, fotografa giovane ed appassionata, è il suo primo lavoro con cui mi confronto e mi auguro di poterne vedere degli altri.

Hanno entrambe fatto un buon lavoro;

Come detto prima, in questa raccolta si raccontano le tre fasi che una persona vive dopo la fine di una storia d’amore, dove per intensità si differenziano moltissimo tra loro.

Tutte le fotografie sono state fatte in bianco e nero per dare la evidenza del lutto, del passaggio in un primo momento, dalla vita alla morte, passando per la morte stessa ed infine arrivare a scegliere la rinascita, nonostante il dolore, nonostante le cicatrici che immuni al passare del tempo, rimarranno indelebili.

E’ un viaggio complesso, che richiede molto tempo; inizialmente si respinge la fine, si vive l’attaccamento e la paura di lasciar andare l’amore che abbiamo provato, la persona che abbiamo amato, si decide di vivere nel dolore pur di salvare noi stessi/e dalla morte.

Quel ciao

che mi soffi sulla pelle

tra le costole,

sul mio seno.

Ti fai strada lungo il mio corpo,

sulla bocca,

tra le labbra.

Lento mi sfiori

sussurrando ancora

quelle quattro lettere.

Tra un ansimo

e l’altro

io

a fatica

ti rispondo

da morire.

Quanto ti amo.M

Si continua poi a morire in modo lento, prendendo sempre più coscienza del fatto che ci si deve muovere dal letto di morte, si deve accarezzare dolcemente chi ci fa soffrire e lasciarlo andare via, per sempre.

Avrei voluto dirti che ti amavo

che respirare sarebbe stato impossibile

che l’aria, io la lasciavo da te.

Ti baciai le labbra piano.

Dandoti la schiena ti augurai

buona vita…

– Buona vita, amore mio.M

Ma si arriva finalmente alla rinascita, legittima, doverosa, si arriva di nuovo alla vita che non molla e diffonde linfa.

Una contro l’altra

forte

una, due, tre volte.

Senza fine.

Le mie mani che danno vita 

a quell’applauso

che serviva.

– Mani.

M

E’ la primavera che sboccia, instancabile, anno dopo anno, è la nostra natura che si riprende il suo meritato posto nella vita che stiamo vivendo e che ci conduce in modo costante e perpetuo alla libertà.

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Libera… (2020)

J

Complimenti!!!!

1 pensiero su “Come sale su una ferita aperta, Marianna Pizzipaolo e Jessica Martino.”

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