Il quarto chakra. Trovare l’equilibrio in amore. Da “Il libro dei chakra, Anodea Judith.

Il quarto chakra prende il nome di Anahata (non colpito), è collocato nel plesso cardiaco, nel petto, nel cuore, il suo elemento è l’aria e il suo colore il verde. Ha come scopo l’amore e l’equilibrio e si sviluppa dai 4 ai 7 anni.

Se una persona possiede un quarto chakra equilibrato sarà compassionevole, capace di amare, epatica, capace di amarsi, altruista, pacifica, con un sistema immunitario efficiente.

Tuttavia, atteggiamenti ricevuti come rifiuto, abbandono, perdita, vergogna, criticismo costante, dolore incosapevole, ambiente privo di amore, violenza fisica, tradimento, possono portare il quarto chakra fuori dal suo equilibrio e ad avere carenze o eccessi relativi.

Una persona con un quarto chakra carente sarà antisociale, isolata, fredda, critica, portata a dare giudizi, intollerante verso sé e gli altri, isolata, depressa, paurosa dell’intimità e delle relazione, narcisista.

Una persona con un quarto chakra eccedente, invece, sarà esigente, gelosa, con confini deboli, codipendente.

Un quarto chakra non equilibrato può portare anche a disfunzioni fisiche, come disturbi cardiaci, polmonari, del timo, del seno, delle braccia, problemi circolatori, asma, carenze del sistema immunitario.

Ma l’autrice de “Il libro dei Chakra”, Anodea Judith, nel corso del quarto capitolo, come fa in tutti gli altri capitoli, oltre a spiegarci nel dettaglio le caratteristiche del chakra, le carenze ed eccessi, ci offre anche degli ottimi spunti su cui riflettere per poterlo sanare.

“Per accedere al divino e diventare Dei, dobbiamo riconoscere la nostra natura divina quale parte del più grande mistero della rivelazione. Quando il cuore guarisce, la mente e il corpo, il mistico e il mondano, il sé e l’altro vengono riunificati in un’unità integrata. Questo è il nostro compito nel chakra del cuore ed è il compito di chiunque di noi che voglia guarire questo mondo e assicurarsi un futuro. Senza amore non esiste forza legante che tenga insieme il mondo. Senza amore non vi è integrazione, ma dis-integrazione. Senza amore il nostro ponte dell’arcobaleno collassa nel mezzo e noi precipitiamo nel baratro della separazione che vi sta sotto.”

Per poter sanare il quarto chakra, l’autrice ci invita ad autoaccettarci, a lavorare sul respiro, sul dolore, sul perdono: “nel perdonare qualcun altro seguiamo gli stessi passi compiuti per perdonare noi stessi. Il perdono ammorbidisce il cuore indurito e in tal modo rinnova la capacita di aprirsi. Non va inteso come un pricesso che permetta il verificarsi nuovamente della stessa cosa, ma permetterà una maggiore consapevolezza evolutiva in situazioni che sono andate storte. Ci permette di sbloccare l’energia da un passato negativo e liberarla per un futuro più positivo.”

È dunque un libro importante, arricchente, sia psichicamente che socialmente.

Consiglio a tutte e tutti di leggerlo!!!

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