Barbara McClintock, una scienziata da Premio Nobel.

Barbara McClintock nasce a giugno del 1902 ad Hartford e muore a New York a settembre del 1992, è stata una scienziata, vincitrice del Premio Nobel per la medicina, di notevole bravura.

Sua madre Sara Hardy McClintock era una pianista e pittrice, mentre suo padre Thomas McClintock un medico.

Già da giovanissima si appassiona alla scienza, tanto da iscriversi alla Cornel University nel corso di Botanica, specializzandosi in citologia.

La sua vera passione era però la genetica, infatti dopo la laurea lavora sempre nella Cornel Univerisity come assistente retribuita nella citogenetica del mais.

Nel 1927 consegue il Dottorato di ricerca sulla Genetica del mais e sulla ricombinazione genetica in queste piante.

Nel 1936 si trasferisce nella Università del Missouri e lavora sui Cromosomi del mais danneggiati dalle esposizioni ai raggi x.

Nel 1941 diventa ricercatrice nel Carnegie Institute of techology a Washington, lavorando smepre sulle mutazioni cromosomiche del mais, studi che la portarono poi alla scoperta dell’esistenza del Trasposoni, frammenti di DNA in grado di spostarsi all’interno del genoma, ed in grado di andarsi a posizionare in un punto diverso dello stesso o di un altro cromosoma.

Nel 1945 diventa membro della Accademia Nazionale delle scienze e nel 1945 presidente della Sociatà Genetica d’America.

Nel 1951 pubblica per la prima volta un lavoro sui trasposoni, che però non viene accolto in modo positivo alla comunità scientifica dell’epoca, che era prevalentemente composta da uomini e dove le donne non erano considerati capaci.

La McClontock non molla i suoi studi, anzi li approfondisce sempre di più.

Infatti, nel 1970 le viene conferita la National Medal of Science Horwitz Prize, nel 1981 vince il Premio Wolf e nel 1983 vince il Premio Nobel per la medicina.

Era definita dai suoi colleghi un “personaggio eccentrico ed una visionaria”.

Evelin Fox Keller scrive un libro in suo onore, molto bello intitolato “In sintonia con l’organismo”, di cui ne parlerò in un articolo a parte.

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