Come un racconto. Gli anni del Premio Strega. Maria Bellonci.

Credo che per un caso fortuito io mi sia ritrovata tra le mani un libro dal valore inestimabile.

Tutti e tutte conosciamo il famoso Premio Strega: premio letterario annuale che viene assegnato ad un libro pubblicato in Italia tra il primo aprile dell’anno precedente e il 31 marzo dell’anno in corso.

Codesto immenso e raffinato premio è stato istituito nel 1947 da Maria Bellonci, autrice italiana di molti libri tra cui quello in oggetto nell’articolo, e da Guido Alberti, proprietario della casa produttrice del Liquore Strega.

Dice la Bellonci nella prefazione: “Lo strega non è un premio letterario nato da incontri occasionali o da volontà variamente affermative; la sua storia è quella di un gruppo di gente di cultura che si è formato in tempo di pericolo ed è cresciuto fra le crisi e le controcrisi della nostra società letteraria, e, si potrebbe dire, della nostra società.”

Maria Bellonci è nata a Roma il 30 novembre 1902 e morta a Roma il 13 maggio 1986. È stata una scrittrice e traduttrice molto molto scrupolosa, ha dedicato molto del suo lavoro alla scrittura di testi storici a carattere divulgativo, come Lucrezia Borgia, Segreti dei Gonzaga, Milano Viscontea, Marco Polo e molti altri. Ha istituito questo premio insieme ai suoi “Amici della Domenica”.

I motivi per cui mi ritengo oltremodo fortunata ad aver incontrato questo libro è perché l’autrice di suo pugno ripercorre tutti i motivi che hanno dato vita al Premio Strega, tutti gli anni dal ’47 al ’76 comprensivi dei partecipanti e dei vincitori del Premio, la presenza di foto dell’epoca che ritraggono la stessa Bellonci, Cesare Pavese, Vincenzo Cardatelli, Alberto Moravia, Elsa Morante

e soprattutto perché nelle pagine ci sono riflessioni, spiegazioni, puntualizzazioni proprie di questa donna di cultura.

Quando arriva a parlare del 1957, anno in cui la grandiosa Elsa Morante vince, “prima fra le scrittrici” il Premio Strega, fa una riflessione anche sulla condizione della donna nella società letteraria di allora, scrivendo: “I commentatori si dividono in due schiere: secondo alcuni le donne votanti da femministe quali sono favoriscono sempre le altre donne. Secondo altri, più numerosi e ottusi, figurarsi se le donne votano per le donne. In realtà le scrittrici corrono gli stessi rischi degli scrittori e forse qualcuno un più proprio per il fatto così limitativo in Italia, di essere donna. In realtà nella nostra lista le donne sono meno di un quarto del numero totale dei votanti, e che dunque sono gli uomini a non votare per le scrittrici e molto spesso a non leggere i loro libri.”

È stata, grazie al premio strega, una donna estremamente popolare, cosa che talvolta le pesava, dato il suo carattere “solitario e schivo”, credo però che sia tra le personalità che tra tutte preferisco grazie alla sua natura libera e professionale, descritta da lei stessa cosi: “Non amo condurre, dominare mi ripugna. Anche i miei compagni di scuola potrebbero testimoniarlo: non ho mai voluto essere la prima della classe, ma solo ad essere indipendente nelle mie fantasie.”

Libro meraviglioso, procuratevelo se potete!!!

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