Quello che resta, di Emanuela Amici.

Bello, pieno di energia e di verità.

Il romanzo durante il suo corso ci inonda di vita, di passione, di amore, di sogni, di rimpianti, di tradimenti; permette al lettore di viaggiare insieme alla protagonista Irene, in diverse città italiane ed europee, di vivere diverse scene di vita familiari, lavorative ed erotiche; di accogliere diversi rapporti umani, donna-donna, donna-uomo, donna-bambino/a. Si susseguono talmente tanti avvenimenti che la protagonista vive e affronta, che alla fine, essa stessa, decide di liberarsi di tutto ciò che la appesantisce per poi godersi finalmente, “quello che resta”.

È un romanzo con una ambientazione temporale attuale, è ben scritto, lineare e non lascia spazio alla retorica.

Parla di una donna, Irene, inconsapevolmente in rinascita, e della sua famiglia, del loro approccio alla vita e ai legami affettivi, tanto da farmi venire in mente, leggendolo, una frase di Clarissa Pinkola Estés del suo splendido “Donne che corrono coi lupi”: ogni donna ha una vita segreta, con pensieri e sentimenti nascosti che sono lussureggianti e selvaggi, ovvero naturali. Anche la più prigioniera custodisce il posto del Sé selvaggio, perché intuitivamente sa che un giorno ci sarà una feritoia, un’apertura, una possibilità, e vi si butterà per fuggire.

Ecco, la protagonista del romanzo, ad un certo punto non può fare a meno di fare i conti con l’istinto selvaggio che possiede, che ogni donna possiede, che prima o poi bussa alla porta della vita; lo stesso istinto selvaggio che prima di lei ha bussato alla porta della madre e che busserà a quella della sorella.

Istinto selvaggio inteso come la spinta e la voglia di vivere secondo i desideri più veri e profondi che ogni donna custodisce; lasciare da parte le aspettative di altri, rifiutare gli schemi imposti dalla famiglia, dalla società, per dedicarsi a chi e ciò che realmente piace. E non è sempre facile seguire questo istinto, anzi il più delle volte spaventa e non è conveniente. È così destabilizzante che non tutte decidono di assecondarlo.

È un romanzo ricco di colpi di scena, verità nascoste, ma con un finale commovente, per niente scontato, anzi; l’autrice riesce sempre a far immaginare al lettore finali diversi, mentre legge, che poi si rivelano assolutamente distanti rispetto al dolce epilogo che Emanuela Amici, insieme ad Irene ci regalano.

Con il suo primo romanzo, l’autrice, ci dona una storia davvero coinvolgente e piacevole, dove parla in maniera semplice ed elegante di eventi inaspettati in cui tutte e tutti noi potremmo, magari, ritrovarci, dandoci la possibilità di riflettere sulla nostra vita, su cosa sia giusto fare e su ciò che vorremmo per noi stesse/i.

Complimenti!!!

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